E’ la branca che si occupa del parodonto, cioè dei tessuti che stanno intorno al dente: gengiva e osso. La gengiva e l’osso si possono infiammare; si parlerà allora rispettivamente di gengivite e parodontite (quest’ultima è anche detta comunemente piorrea). La causa è l’accumulo di placca e di tartaro, che non è altro che placca calcificata.
La prevenzione consiste nell'effettuare le manovre di igiene orale comunicate dall'igienista dentale o dal parodontologo, attraverso gli strumenti idonei.,come lo spazzolino, il filo interdentale, il collutorio, usati secondo schemi personalizzati, che consentiranno di ottenere e mantenere quello stato di salute del cavo orale che oggi deve essere considerato alla portata di tutti.
Cosa viene fatto?
Quando uno o più elementi dell'apparato parodontale, dopo essere stati colonizzati da numerose specie batteriche, smettono di esercitare la propria funzione di sostegno causando mobilità dentale,si sviluppa la malattia partodontale, stadio già avanzato della malattia che si potrebbe evitare ponendo attenzione ai segni evidenti che appaiono molto tempo prima della mobilità dentale. Oggi la piorrea si può prevenire e curare efficacemente, se individuata negli stadi precoci, permettendo la conservazione dei denti fino all'età più avanzata: si tratta di determinare la predisposizione personale a sviluppare la malattia parodontale sottoponendosi a 2 semplici test, il test genetico, eseguito su un prelievo di saliva, e il test microbiologico, su un campione di fluido della tasca parodontale. Il test microbiologico può essere eseguito su coltura o ricercando il DNA dei germi responsabili della malattia
La terapia consiste in:
Fase iniziale:
Motivazione del paziente
Eliminazione del tartaro (ablazione del tartaro o detartrasi)
Sondaggio per determinare la quantità di perdita ossea
Levigatura delle radici per eliminare le tossine che le ricoprono
Terapia di mantenimento: il paziente viene rivisto ogni 3 mesi per evitare la nuova colonizzazione di batteri.
In alcuni casi, e solo se il paziente è molto scrupoloso nella terapia di mantenimento, segue una fase di terapia chirurgica che può prevedere l' eliminazione le tasche, la loro pulizia o la rigenerazione dell'osso perduto attraverso materiali sintetici.
Per quanto riguarda il trattamento di lesioni parodontali, esistono una serie di procedure cliniche, più o meno complesse e più o meno radicali, che, se accompagnate da opportune tecniche di igiene domiciliare, possono restituire ai denti una stabilità accettabile. Successivamente, controlli effettuati periodicamente permetteranno di stabilire, anche grazie ad esami strumentali, se i risultati attesi sono stati conseguiti, e se si mantengono stabili nel tempo.
Come si fa a scoprire in tempo la malattia parodontale?
Gonfiori persistenti, arrossamenti, sanguinamento delle gengive, denti sensibili e alito cattivo sono segnali di pericolo della malattia parodontale.
Per effettuare un autodiagnosi si possono considerare i sintomi indicati qui sotto. Se qualcuno di questi è presente si dovrebbe consultare un dentista con area di esperienza nella parodontologia, per sottoporsi a visita diagnostica ed eventualmente ad un programma di cure.
1. Dolore nella bocca 2. Gengive che sanguinano quando si spazzolano i denti o quando si mangiano alimenti duri 3. Spazi che improvvisamente si sviluppano fra i denti 4. Gengive gonfie o tese 5. Gengive che si abbassano facendo apparire i denti più lunghi di prima 6. Alito cattivo persistente 7. Pus fra i denti e le gengive 8. Cambiamenti nella sensibilità dei denti quando si mastica 9. Sviluppo di ferite in bocca 10. Denti che non si mantengono stabili sotto i colpi masticatori